I cancelli dell'inferno sono aperti giorno e notte. Dolce è la discesa e facili le rotte.
Virgilio, Eneide, VI


Piombo rovente, lame...

...sete di sangue, fame...

...lacrime rosse, tante...

...un solo nome, agghiacciante.

La rosa nera
Il profumo ricorda la notte senza stelle, il colore, nessun colore. Non farfalle, né api si posano sui petali villosi come ragni. Sboccia improvvisa, tale all’odio e la sua bellezza promana sgomento. Un abisso è il terreno dove poggia, un filo spinato lo stelo che la sorregge. Le foglie sono di carne viva, la rugiada, che su di lei si posa, sono lacrime amare perché il dolore, fecondo nutrimento, l’accresce, laddove la speranza con le radici da piovra annienta. Non sappiamo dov’è, forse all’interno di noi e prima o poi sboccerà come un malvagio fiore



 
 
 
 

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